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La Casa De Papel: come diventare complici del colpo perfetto

A più di dieci giorni dalla sua uscita sugli schermi italiani, la seconda stagione, targata Netflix, porta a conclusione la serie con il più grande colpo della storia di Spagna (e probabilmente non solo).

Ebbene sì, il gigante dell’intrattenimento online ha registrato un picco a favore della serie spagnola che attualmente la rende la più popolare in rete. Affascinati dalla moda del momento non si poteva quindi non provare a vivere questa esperienza. Ma di quale serie parliamo?

La Casa di Carta è una serie spagnola ideata da Àlex Pina, composta da 15 episodi in lingua originale (noi consigliamo anche la versione originale). La serie inizia con la voce di uno dei personaggi, che sarà la voce narrante di tutte le vicende che avverranno all’interno della serie. Entrando nello specifico: il personaggio chiave della vicenda è il “Professore”, il quale recluta otto persone per compiere la più ambiziosa rapina mai ideata: rapinare la zecca di stato a Madrid. Gli otto personaggi, pur di non avere una forte relazione interpersonale, e ovviamente per una migliore riuscita del piano, decidono di chiamarsi come i nomi di città. Gli otto, dopo un lungo periodo passato ad affrontare l’addestramento teorico, si introducono nella zecca, dove restano blindati tra ostaggi e macchine che stampano costantemente banconote. A gestire i fili dall’esterno, il Professore, figura misteriosa, carismatica e machiavellica, progetta minuziosamente il colpo; non si può far altro che ammirare quindi questa intensa partita a scacchi tra i rapinatori e le forze di polizia, capeggiate dall’agente Raquel Murillo, donna con problemi personali e professionali.  Dall’interno della zecca quindi, il capo della banda, Berlino, tenta di instaurare un rapporto di empatia con gli ostaggi, ma soprattutto l’interesse alla base del colpo è uno: coinvolgere l’opinione pubblica.

Senza nulla aggiungere alla trama, poiché ogni parola in più può generare spoiler in una così delicata situazione, vi basti sapere la cosa più importante: la Casa de Papel è consigliata. Le vicende sono avvincenti, soprattutto i colpi di scena e di fortuna non mancano mai, resterete con il fiato sospeso dal principio fino alla fine. Lo spettatore instaura un forte rapporto con i rapitori, ed è proprio il caso di ammettere, che è come essere in preda alla sindrome di Stoccolma. Elemento da non discostare sono le canzoni. La opening song, “My life Is Going On” di Cecilia Krull, ci mancherà parecchio anche dopo l’ultimo episodio. Con grande sorpresa, ma dopotutto nemmeno tanto, nella casa della Resistencia, quale canto se non “Bella Ciao” poteva accompagnarla? In conclusione: consigliamo a tutti di godere a pieno di questo fantastico intrigo che ha rubato gli occhi di tutti gli spettatori del piccolo schermo.

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